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14/04/2005
Val d'Orcia Cronaca. I BAMBINI DELLA PRIMA COMUNIONE COSI’ RICORDANO IL
PAPA.

Entrando in Sant’Egidio, la
chiesa parrocchiale di Montalcino, non si può fare a mano di non
notare un tabellone in cui sono disposti in bella vista tanti fogli
di carta in cui i bambini della Prima Comunione hanno voluto scrivere
cosa hanno provato per la morte del Papa e cosa rappresenta e
rappresenterà in futuro per loro questo grande Pontefice. Si tratta
di brevi componimenti che si caratterizzano per la freschezza
dell’espressione, per la semplicità delle cose dette ma – a ben
riflettere – ci sono molte espressioni che invitano a meditare anche
noi adulti. Ecco allora, senza perdere ulteriore tempo, alcuni di
questi messaggi che i piccoli hanno voluto rivolgere al Papa ormai
materialmente morto quanto vivo in spirito. “Caro Giovanni Paolo II,
il tuo cuore ha dato sempre qualcosa a tutti, mi ha emozionato quando
ti vedevo alla televisione, eri dolce e stupendo. Guardavi giù dalla
finestra e vedevi tutta la gente che batteva le mani e in quel
momento ti sentivi rinascere; quando stavi poco bene lottavi sempre
per rivedere tutte le persone. Eri stupendo con i bambini – scrive
Priscilla – ti piaceva passeggiare per le montagne, il tuo sogno era
di fare tanti viaggi. Quando eri piccolo avevi perso la tua famiglia
ma hai proseguito sempre senza fermarti, mi è dispiaciuto che sei
morto ma Dio ti tiene forte come un suo figlio”. Ecco ore le sincere
espressioni di Peter: “Caro Papa, la cosa che mi ha colpito di più è
il segno di rabbia che hai dato in Piazza San Pietro quando non
potevi parlare. Eri così gentile con noi ma ora stai meglio, sei
salito nel Paradiso”. Infine le parole più semplici ma anche più
toccanti, quelle espresse da Denis: “Caro Papa, grazie di aver
aiutato tutti noi giovani. Ti auguro una buona vita nei cieli con il
tuo babbo, la tua mamma e il tuo fratello”. Roberto Cappelli
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