La
scomparsa di Karol Wojtyla è motivo di lutto profondo per l’intera
comunità provinciale, che colpisce sia i credenti che coloro che non
hanno una fede.
Oggi
piangiamo una grande persona che ha vissuto con coerenza le proprie
idee, svolgendo un ruolo di rilievo storico nella vicenda umana
contemporanea. Con lui scompare il protagonista di un periodo in cui
gli equilibri del mondo sono stati travolti, ma se ne va anche un
uomo che ha saputo interpretare i sentimenti di milioni di persone.
Ammirato dai credenti, ma stimato anche da chi non ha una
fede.
Sarebbe impossibile ripercorre in poche righe il significato
religioso, umano e politico dei suoi 27 anni di pontificato. Non
spetta a me farlo.
Quello che voglio ricordare di lui, è la forza con la quale
ha saputo incarnare le sue idee, e soprattutto la sua capacità di
rimettere al centro di tutte le vicissitudini umane i temi dell’etica
e della responsabilità individuale.
Io non sono un credente, e personalmente non ho condiviso il
suo punto di vista su molti temi delicati; dal divorzio,
all’interruzione di gravidanza, fino alla posizioni che ha espresso
su contraccezione, procreazione assistita, ricerca sulle cellule
staminali e omosessualità - Tuttavia, questo non ha mai significato
per me un disconoscimento delle sua statura ed autorevolezza morale,
né un pretesto per non seguire con grande attenzione quello che
diceva. Perciò penso che oggi siamo tutti un po’ più soli, e privi di
una voce che comunque ci incalzava, costringendoci a misurare le
nostre convinzioni etiche con quelle della Chiesa, ed a riflettere
sulla giustezza delle nostre scelte di vita.
Accanto a questo, ci sono almeno due altri motivi di
ammirazione e rispetto per Karol Wojtyla, che riguardano la sua
capacità e lungimiranza politica. Il ruolo importante che ha saputo
giocare nella transizione democratica dell’Europa dell’Est, al
momento del crollo dei regimi totalitari comunisti, e la sua capacità
di essere uomo positivamente mediatico, del nostro
tempo.
Papa Wojtyla, come nessun altro, ha avuto la capacità di
servirsi dei meccanismi della comunicazione per mobilitare milioni di
persone, diventando in particolare un riferimento per tanti giovani
del nostro vastissimo mondo. Questa sua capacità, l’ha esaltata nel
momento in cui ha saputo farsi forza della sofferenza che gli ha
portato la malattia, continuando a guidare la Chiesa con
autorevolezza e dimostrando al mondo che l’integrità offesa del
corpo, non è d’impedimento allo svolgimento pieno della
vita.
Se n’è andata una grande persona, che ha lasciato un segno
forte di sé sulla terra. Lo saluto da uomo laico, con il rispetto che si deve ad un grande
interprete della fede e delle idee che ha
sostenuto.
Nella Curia romana si dice che i Papi passano, ma la Chiesa
rimane. Questo è certamente vero, ma è altrettanto vero che con Karol
Wojtyla è scomparso un uomo che non è stato solo e semplicemente un
Papa.
Il presidente della
Provincia
Lio
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